Tutti gli articoli di Elisabetta Feroldi

Elisabetta Feroldi DiElisabetta Feroldi

Ti stiamo cercando

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Siamo alla ricerca di una nuova risorsa da inserire in azienda.
Stagista per Back Office in ambito IT, per ampliamento del team di area tecnica, per supporto e consulenza tecnica (posta elettronica, hosting, logiche di rete/internet). Sede Brescia

Servizi Internet Srl è un Internet Service Provider, fa parte del gruppo Sitis Srl e si occupa di registrazione e mantenimento domini, fornisce servizi di Hosting, Housing e Colocation Server. I servizi vengono forniti anche in forma di virtualizzazione (vmware) o cloud computing.

La risorsa avrà il compito di fornire supporto e consulenza tecnica con il ruolo di Back Office, operando nell’ambito di un team in crescita, con particolare riferimento alle seguenti attività:
– Gestione dei ticket di assistenza,
– Gestione delle operazioni quotidiane di monitoraggio dei servizi
– Supporto al provisioning dei pacchetti/domini

Requisiti minimi richiesti:

– Ottima conoscenza nell’uso del PC e dei più comuni sistemi operativi (Windows, MacOs…)
– Saper utilizzare i programmi per PC più conosciuti (Word, Excel, Outlook, Thunderbird,Mail)
– Conoscenza base della posta elettronica e del suo funzionamento
– Conoscenza base delle logiche di rete/internet

Completano la ricerca: buona conoscenza della lingua inglese, flissibilità, entusiasmo, cooperazione e voglia di apprendere.

Sede: Brescia, Italy

Se sei interessato ti invitiamo a inviarci il tuo Curriculum Vitae a:

elisabetta.feroldi@servizi-internet.eu

dopo un’attenta analisi sarai eventualmente contatto/a per un colloquio conoscitivo.

 

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Elisabetta Feroldi DiElisabetta Feroldi

La direttiva sul copyright bocciata dal Parlamento Europeo

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Partiamo con il dare una definizione di copyright: Diritto alla proprietà di un’opera letteraria, artistica (fonte dizionario di lingua Italiana).

Uno degli ultimi casi più eclatanti di violazione del copyright ha visto coinvolto il noto imprenditore Elon Musk che con un tweet ha pubblicato la foto di una tazza con il disegno dell’unicorno dipinto dal ceramista Tom Edwards. “Forse la mia tazza preferita di sempre”, aveva scritto l’a.d. di Tesla (l’unicorno con un peto produce corrente elettrica). Successivamente ha utilizzato lo stesso unicorno stilizzato per una presentazione pubblicitaria della Tesla. Edward era molto entusiasta della notorietà che stava ricevendo il suo unicorno ma si accorse presto che la sua immagine veniva usata da Tesla senza pagargli i diritti.

Sembra che inizialmente Musk non volesse riconoscere il dovuto a Edward ma poi ha dovuto ricredersi: “Ho a cuore che gli artisti vengano pagati. Sarei scorretto a non farlo”.

La nuove norme per il copyright contengono due punti (art. 11 e 13) che molti pensano essere pericolosi e vaghi nella loro descrizione, per la libera circolazione dei contenuti on line.

Il 20 giugno la Commissione giuridica (JURI) ha approvato le proposte contenute in una nuova direttiva europea per il copyright.

Necessarie per introdurre alcuni aggiornamenti alle norme per la tutela del diritto d’autore.

La direttiva contiene due articoli che molti osservatori pensano che potrebbero avere conseguenze negative per la libera circolazione delle informazioni online.

L’articolo 11 vorrebbe applicare una specie di “tassa sui link” (“link tax”) da far pagare a colossi come Google e Facebook ogni qualvolta venga linkato un sito di notizie.

Questo porterebbe Facebook e gli altri a pagare una licenza agli editori ogni volta che viene pubblicato uno snippet, questo per gratificare economicamente il lavoro svolto da altri.

Per i non addetti ai lavori lo snippet è la pubblicazione di un ritaglio di un articolo che è cliccabile, infatti riporta poi all’articolo stesso. Lo snippet è importante per l’ottimizzazione sui motori di ricerca. Contiene parole chiave che aiutano nella rilevanza del sito sul motore di ricerca.

Se venisse approvato ne gioverebbero soprattutto gli editori che già stanno facendo i conti con la crisi del settore.

L’articolo 13 invece impone l’upload filter cioè il controllo dei contenuti prima che vengano caricati on line.

Dovrebbe funzionare come il Content ID di YouTube, la funzione di riconoscimento automatico dei video, che verifica se siano stati caricati contenuti protetti da copyright e su cui non si hanno diritti, in modo da eliminarli immediatamente dal sito o mostrarli solo con pubblicità, condividendo i ricavi con gli effettivi proprietari del diritto d’autore. E’ però impensabile immaginare un meccanismo simile per qualsiasi caricamento online effettuato nell’Unione Europea.

Questo meccanismo è contrario ai principi di apertura e libera circolazione delle informazioni su Internet.

Il 5 Luglio il Parlamento Europeo ha bocciato la nuova direttiva sul copyright.

E ora? Il processo di approvazione della nuova direttiva sul copyright durerà ancora molto tempo se poi consideriamo che per la primavera del 2019 sono previste le elezioni europee, il processo si rallenterà ulteriormente.

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Il più grande problema di sicurezza è ancora l’errore umano

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La posta elettronica rimane prima in classifica come principale vettore di attacco. L’attacco via mail è molto più semplice e crea dei danni più elevati rispetto agli attacchi via malware. Questo perchè via mail è più facile targettizzare l’obiettivo e poi, diciamocelo, l’anello debole nella catena della sicurezza è (quasi) sempre il dipendente o il privato che legge la mail.

Si conta che nei primi tre mesi del 2018 la perdita finanziaria globale causata dalle frodi via mail, ammonti a 12,5 miliardi di dollari, oltre il 90% delle aziende è stato colpito con incremento del 103% anno per anno.

L’attività di Phishing, attraverso la quale un malintenzionato cerca di ingannare la vittima convincendola a fornire informazioni personali, dati finanziari o codici di accesso, fingendosi un ente affidabile in una comunicazione digitale, è una delle truffe on line più in voga. Il cybercriminale entra così in possesso delle credenziali di un utente e spacciandosi per esso invia mail da account legittimi e fidati.

Le PA, nonostante stiano investendo in soluzioni tecnologiche per la salvaguardia della sicurezza delle informazioni, sono le più colpite dal fenomeno di phishing che sfrutta come anello debole il dipendente, già perchè, ancora oggi, l’anello debole, per quanto riguarda la sicurezza, rimane il dipendente.

Da una ricerca è emerso che le cause principali delle ingenti perdite aziendali (si stima almeno nel 75% dei casi), date dagli attacchi malware o hacker vanno a buon fine grazie agli errori umani, per negligenza, incompetenza o disattenzione degli utenti. Un sistema informatico, anche se meticolosamente protetto, può non essere più affidabile di fronte a un’azione errata dell’operatore. Molti sono ignari dei danni che possono essere provocati semplicemente aprendo una mail.

Questo il motivo per cui le aziende oltre a investire e adottare un sistema di protezione informatica valido devono investire nella formazione degli impiegati sulle buone abitudini da adottare per non farsi truffare.

Un semplice click sbagliato puo’ causare ingenti danni a una azienda. Si può prevenire un errore fatale, formando gli impiegati che utilizzano un pc e che sono quindi esposti a rischi, in questo modo saranno in grado di riconoscere le situazioni di rischio e sapranno cosa fare per evitare il danno. Bisogna rendere consapevoli le persone con cui collaboriamo.

Come dicevamo, i furti di identità, soprattutto via mail, sono in costante aumento. Nella maggior parte dei casi, vengono clonate le credenziali, magari per ingannare collaboratori commerciali e spingerli a concludere azioni finanziarie in realtà destinate al ladro. Il famoso “Man in the middle”: uomo nel mezzo.

Un’impiegata, non consapevole dei rischi in cui potrebbe incorrere potrebbe benissimo credere a una mail di un cliente o fornitore, dove l’inidirizzo originale viene mascherato come se fosse l’originale e nel messaggio  vengono semplicemente comunicate delle nuove coordinate bancarie per effettuare un determinato pagamento che in realtà non andrà al nostro fornitore ma al truffatore.

Bastano consapevolezza, conoscenza e piccoli accorgimenti oltre a un sistema di sicurezza efficace.

K N OW –   Y O U R  –  E N E M Y

(conosci il tuo nemico)

 

 

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Ranking & Website Speed

4.6/5 (10)

Se vuoi migliorare il posizionamento del tuo sito devi migliorare la sua velocità. Google (Bing, Yahoo, Ecosia, ecc.) utilizza la “velocità” come valore per misurare il posizionamento del tuo sito web nei risultati di ricerca. Bisogna iniziare a pensare che le prestazioni di un sito web influiscono sempre di più sull’esperienza dell’utente che lo visita.

E’ sempre più nota l’attenzione che hanno gli utenti sulla velocità che impiegano a reperire le informazioni. Un utente su tre abbandona una pagina se questa non si carica entro 2 secondi.

La velocità nel caricare le pagine di un sito web diventerà un fattore di ranking nella ricerca soprattutto mobile.

Contenuti interessanti e aggiornati, sicurezza e velocità sono le parole chiave che danno credibilità al dominio e aumentano la sua indicizzazione, fattori molto importanti per le strategie SEO.
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L’HTTPS ora è una necessità

4.82/5 (11)

Su Google Webmaster Central Blog, già il 6 agosto 2014, è stato pubblicato un articolo intitolato “HTTPS as a ranking signal”. L’articolo inizia così :

“Security is a top priority for Google”

La sicurezza è una priorità assoluta per Google e il suo impegno è rivolto anche a rendere internet più sicuro.

Google inizia così la sua lotta verso la sicurezza dei siti con l’obiettivo di proteggere i dati degli utenti e di conseguenza la volontà di voler fornire agli user, contenuti e servizi attraverso connessioni sicure.
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Il viaggio della speranza

5/5 (9)

Avete presente quella sensazione che si prova quando inviamo un messaggio di posta ma non abbiamo la certezza che sia stato consegnato, ricevuto dal destinatario? Tipo un viaggio della speranza, sai se parti ma non sai se arrivi.

Ognuno di noi quando viaggia organizza il tour in modo sicuro, si vuole partire con serenità e arrivare sani e salvi. Ecco! La stessa cosa la vogliamo per i nostri messaggi di posta, sia che riguardino il lavoro che la nostra vita privata.
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Siti Web e GDPR

5/5 (6)

Con l’entrata in vigore del Regolamento UE 2016/697 GDPR è necessario fare un check up al tuo sito web.

Abbiamo pensato di aiutarti rispondendo a delle domande che possono guidarti in questo lavoro.

Il Provider si occupa dell’adeguamento del mio sito web secondo le nuove regolamentazioni GDPR ?
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Yes! We’re BACK

4.89/5 (9)

Con oggi segniamo l’inizio di un nuovo entusiasmante capitolo per la società Servizi Internet. Come nei migliori “best seller”, vogliamo iniziare dal prologo raccontandovi chi siamo diventati e l’impegno che abbiamo profuso per poter girare pagina e iniziare questa nuova avventura.

Siamo entrati a far parte del gruppo Planetel ufficialmente nel 2017 ma già nel 2016 abbiamo iniziato una vera e propria rivoluzione aziendale.

Planetel è un Provider italiano di nicchia che ha come core business la connettività aziendale in fibra, ed è proprietario di una rete in fibra ottica nel Nord Italia; oltre a essere partner fibra del data center Aruba, annovera tra i suoi clienti la Bayern, Fidelitas, Fastweb, Retelit, e molti altri nomi conosciuti, oltre ad altrettanti meno conosciuti.
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L’importanza di fare manutenzione al sito web

5/5 (2)

Il successo di un sito web è dato oltre che dall’aspetto grafico gradevole anche dalla capacità di rimanere costantemente aggiornato e di proporre contenuti nuovi e stimolanti sia per gli utenti abituali che per attirare nuovi utenti. Fare manutenzione al sito web è fondamentale.

Nessuno di noi vorrebbe che il proprio sito venisse segnalato da Google come sito compromesso.

Dopo tutta la fatica tempo e risorse investite per realizzare il nostro sito, dopo essersi creati una reputazione in internet, dopo essere riusciti a indicizzare il proprio sito nel migliore dei modi sarebbe veramente spiacevole se durante la ricerca su Google questo venisse segnalato come “sito compromesso”.

Infatti se ciò dovesse succedere non è consigliabile visitare il sito. Per evitare che questo accada è sempre buona cosa fare manutenzione al sito.

Ma chi deve fare manutenzione al sito? Non il provider come spesso si pensa.
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Il “bon ton” per scrivere una mail

5/5 (5)

Spesso ci capita di scrivere una mail in maniera affrettata e di scoprire poi che la stessa è finita tra lo SPAM del destinatario. Quando ciò accade, il server Smtp che ha spedito il messaggio viene inserito in black-list,
 rendendo tutti i successivi messaggi identificabili come spam e rifiutati dai destinatari.

Forse non tutti sanno che bastano piccoli accorgimenti per migliorare il punteggio che viene assegnato a una mail. Eh sì, punteggio! Ogni volta che mandiamo delle mail le stesse vengono filtrate da sofisticati software antispam che analizzano il messaggio e gli danno un punteggio in base a delle regole ben precise. Più il punteggio è alto, più farà finire la nostra mail nello SPAM.

Vediamo dei piccolissimi accorgimenti che possiamo avere per evitare che accada:
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