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Sandra Bertolacci DiSandra Bertolacci

#Brexit – No news, good news

Con l’ultimo aggiornamento della pagina Brexit ufficiale sul sito di Eurid (Registro Europeo dei domini .eu), si aggiunge un altro inaspettato colpo di scena alla saga della Brexit: non ci sono novità!

” A seguito dei recenti sviluppi nello scenario del ritiro del Regno Unito, il piano sotto delineato è in sospeso. Vi terremo informati non appena ci saranno istruzioni ulteriori da parte della Commissione Europea.”

La questione della Brexit come sapete ha agitato le acque nel mondo dei domini e come per tutti gli altri ambiti, anche noi rimaniamo in attesa di istruzioni visto che la saga continua.

Con l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, i cittadini inglesi perderanno la residenza entro il territorio europeo, requisito necessario per l’assegnazione dei domini .EU.

Tra i criteri che consentono la registrazione di un dominio .eu è indicata la necessità di essere aziende registrate o privati residenti in uno dei paesi dell’Unione Europea, Norvegia, Islanda o Liechtenstein. Se il registrante non risponde a questi requisiti minimi in fase di registrazione o non li rispetta più dopo la registrazione, il Registro ha potere di revoca del domino.

Quando (e se!) ciò accadrà, aziende e cittadini inglesi o residenti nel Regno Unito:

  • non potranno più registrare domini .eu
  • vedranno revocati i domini loro assegnati

E mentre si mettono d’accordo, noi tutti attendiamo pazienti senza fare nulla.

Questo articolo è scritto in collaborazione con www.regdom.it

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Sandra Bertolacci DiSandra Bertolacci

Requisiti minimi di compatibilità per protocollo TLS 1.2 (pec)

Non riuscite più ad accedere alla vostra casella pec? Non riuscite a scaricarla? Verificate i requisiti minimi dei vostri sistemi, devono essere compatibili con il nuovo protocollo TLS 1.2.

Recentemente i Gestori autorizzati che erogano servizi di Posta Elettronica Certificata hanno aggiornato i protocolli di sicurezza della pec al protocollo TLS 1.2.
Tale protocollo richiede che i sistemi in uso agli utenti siano compatibili con tale protocollo. Solo versioni recenti ed aggiornate dei sistemi operativi, dei browser, dei client di posta sono compatibili.

Ecco i REQUISITI MINIMI DI COMPATIBILITA’

Sistemi operativi/Browser principali (tra parentesi la versione minima supportata, se richiesta):

  • Android (4.4.2) | Tutti i browser
  • Apple iOS | Tutti i browser
  • Windows Phone (8.1) | Internet Explorer (11)
  • OSX (10.9) | Safari (7.x), Chrome (34.x), Firefox (29.x)
  • Windows XP (SP3) | Chrome (49.x), Firefox (49.x)
  • Windows 7 | Chrome (30.x), Firefox (31.3.0 ESR/45.x), Internet Explorer (11), Opera (17.x)
  • Windows 8.0 | Firefox (27)
  • Windows 8.1 | Internet Explorer (11)
  • Windows 10 | Tutti i browser

Client di posta principali/Sistemi operativi (tra parentesi la versione minima supportata, se richiesta):

  • Mail | iOS (11.x)
  • Mail | Android (5.x)
  • Apple Mail | OSX (10.12 Sierra)
  • Outlook (2003) | Tutti i sistemi operativi
  • Outlook 2011 (2011) | MAC OSX (Solo sulle versioni 10.11 – 10.13)
  • Thunderbird (45.6) | Tutti i sistemi operativi

Questo articolo è scritto in collaborazione con www.gespec.it

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Sandra Bertolacci DiSandra Bertolacci

Aumenta la sicurezza delle trasmissioni Pec con protocollo TLS 1.2

L’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID), che regola e controlla l’operatività dei Gestori autorizzati ad erogare servizi di Posta Elettronica Certificata, richiede che le trasmissioni pec siano mantenute ad un altissimo livello di sicurezza, data la sua importanza ai fini legali.

Sulla base della regolamentazione vigente i Gestori Pec hanno lavorato per innalzare il livello di sicurezza di tutti i sistemi di Posta Elettronica Certificata, adeguandoli al protocollo di comunicazione TLS (Transport Layer Security) 1.2, il più recente e sicuro.
Questo passaggio al livello più alto di sicurezza richiede contestualmente che vengano abbandonati i protocolli precedenti TLS 1.0 e TLS 1.1, diventati obsoleti.

Gli utenti stanno ricevendo in questi giorni comunicazioni ed avvisi con l’invito a verificare ed eventualmente aggiornare i propri browser e i programmi per la lettura della posta.

Perché utilizzare il protocollo TLS 1.2?

Il protocollo TLS 1.2 è quello che al momento garantisce la massima affidabilità nella sicurezza nella trasmissione dei messaggi, fin dal momento in cui la comunicazione viene inviata, quando cioè il messaggio viene protetto da crittografia e firma digitale da parte del Gestore di Posta Certificata del mittente.

Ricordiamo che la trasmissione di messaggi via pec ha valore legale al pari di una raccomandata con ricevuta di ritorno, ed è pertanto fondamentale mantenere un livello di sicurezza alto, così che le trasmissioni non possano essere intercettate e/o manomesse.

Già nel 2018 lo IETF (Internet Engineering Task Force), organizzazione internazionale che sviluppa e promuove gli standard per la rete Internet deprecava l’uso dei protocolli TLS 1.0 e 1.1, a causa di note vulnerabilità che nel corso degli anni hanno aperto la via ad attacchi informatici. L’aggiornamento nell’ambito delle trasmissioni Pec era quindi auspicabile.

Quando avrà luogo l’aggiornamento?

L’aggiornamento al protocollo TLS 1.2 avverrà A PARTIRE DAL 07/09/2019.

Tutti i protocolli precedenti (TLS 1.0, TLS 1.1), saranno dismessi ENTRO IL 21 OTTOBRE 2019.

Gestore PEC Namirial: Comunicato SicurezzaPostale
Gestore PEC Aruba: Comunicato Aruba

Che cosa cambia per gli utenti?

Non tutti i sistemi operativi, i browser, i client di posta sono compatibili con il protocollo TLS 1.2, solo le versioni più aggiornate.

Gli utilizzatori che ancora non dispongono di sistemi compatibili con il nuovo protocollo, potrebbero riscontrare problemi nell’accesso alla casella PEC.
Questo potrebbe accadere, ad esempio, tentando di accedere alla webmail PEC con un browser non aggiornato, oppure tentando di consultare la casella tramite un client di posta ormai obsoleto per il nuovo protocollo.

E’ bene verificare che i propri sistemi soddisfino i
REQUISITI MINIMI DI COMPATIBILITA’

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Quello che i commercialisti non dicono… #fatturaelettronica

Da pochi giorni è in essere la Fatturazione Elettronica, in un rincorrersi di racconti ed esperienze diverse, dubbi e domande, provocazioni e pubbliche accuse.

C’è chi già il primo giorno dell’anno ha inviato e ricevuto le fatture tramite il nuovo sistema, e chi ancora non ha proprio preso in carico la questione. Regna parecchia confusione sui vari aspetti di questo nuovo processo, sulle tempistiche, le modalità di gestione, il codice SDI e la PEC. E alcuni tra coloro che dovrebbero essere i più aggiornati e i più competenti in materia, spesso contribuiscono a lasciare ampi spazi di incertezza.

Mi trovavo giorni fa in un piccolo laboratorio artigianale, chiacchierando viene fuori il discorso della fatturazione elettronica, del fatto che

per fortuna se ne occupa il mio commercialista

e che

guardi che bravo: mi ha preparato un documento già pronto da inviare a tutti i fornitori, con il mio codice per la fatturazione elettronica

Bravo, ma non del tutto…

L’erogazione del servizio di fatturazione elettronica viene gestito attraverso una delle svariate piattaforme che i fornitori del servizio hanno messo a disposizione, attraverso il codice SDI. Il commercialista si fa intermediario nella gestione della contabilità per i propri clienti.

Pur facilitandolo con un documento già predisposto, l’intermediario ha riversato sul cliente (l’artigiano) l’onere di comunicare il codice SDI a ciascun fornitore.

Per quanto pochi possano essere i fornitori di un piccolo artigiano, varie sono le modalità di acquisizione del dato da parte del fornitore (alcuni fanno accedere ad un’area clienti – recupera utente e password -, altri fanno mandare un fax, altri l’email, ecc). Questo si traduce di fatto in un onere in termini di tempo e lavoro che forse l’artigiano avrebbe dedicato volentieri ad altro.

Tutto ciò non sapendo che basta una sola azione per rendere il codice SDI (o la PEC) l’indirizzo di destinazione predefinito e di default per la consegna di tutte le fatture elettroniche, senza necessità registrare il dato presso i vari fornitori.

Questa operazione consiste nella registrazione dell’indirizzo di destinazione per le fatture elettroniche, e si effettua sull’area privata (attiva per ogni azienda) di Agenzia delle Entrate. Una volta che si è effettuata questa registrazione, qualsiasi fattura elettronica destinata a quella Partita IVA, viene automaticamente consegnata alla destinazione indicata di default.

Il fornitore non ha nemmeno l’obbligo di inserire il codice di destinazione nelle fatture: può anche non inserire nulla o inserire una dato sbagliato, che la fattura viene consegnata correttamente.
Inoltre, se l’indirizzo di destinazione dovesse variare, non sarà necessario ricontattare tutti i fornitori, ma basterà aggiornare il dato sull’area privata di Agenzia delle Entrate. Una volta per tutti.

Quello che i commercialisti non dicono, è che, questa registrazione una tantum, potrebbero farla loro…



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Sandra Bertolacci DiSandra Bertolacci

Gli “stati” delle fatture elettroniche

Abbiamo ormai imparato che le Fatture Elettroniche per loro natura
■ devono essere generate in formato .xml e
■ devono essere trasmesse al destinatario tramite il Sistema di Interscambio (SDI).
Al termine dei controlli formali e dell’invio al destinatario, il SDI restituisce una ricevuta con un’indicazione di “stato”.

Vediamo in dettaglio, in quali stati si può trovare una fattura elettronica secondo lo SDI:

IN CORSO DI TRASMISSIONE

L’emittente/fornitore ha generato il file e lo ha trasmesso al Sistema di Interscambio (SDI), il quale non ha ancora notificato l’esito della trasmissione.

Tenete presente che la durata di questo stato può variare da pochi minuti a 10 giorni.

SCARTATA

Il Sistema di Interscambio ha ricevuto la fattura ed ha analizzato il file .xml, riscontrando errori formali.

I controlli automatici che vengono effettuati dal SDI riguardano principalmente i dati anagrafici dei soggetti interessati alla trasmissione (es. la non esistenza della Partita Iva dell’emittente o del destinatario), oppure altri dettagli relativi ai contenuti (es. importi IVA non corretti).

La fattura è da considerarsi NON EMESSA. Il fornitore/erogatore dovrà effettuare le dovute modifiche prima di ripresentarla al SDI.

CONSEGNATA

La fattura trasmessa con successo (senza scarto) al Sistema di Interscambio (SDI), è stata consegnata al destinatario al suo indirizzo PEC o tramite il canale telematico tramite codice SDI.

NON CONSEGNATA

L’emittente/fornitore ha trasmesso la fattura con successo (senza scarto) al Sistema di Interscambio (SDI), il quale non è riuscito ad effettuare la consegna tramite PEC o tramite canale telematico.

La fattura è da considerarsi EMESSA ed è consultabile e scaricabile dal destinatario nella sua area riservata dell’Agenzia delle Entrate (sezione Fatture e Corrispettivi).

Le cause della mancata consegna, la cui responsabilità è in carico al destinatario potrebbero essere che il suo indirizzo PEC non possa ricevere messaggi (casella piena o non attiva) oppure che il canale telematico non sia raggiungibile (sospeso, non attivo, con codice di destinazione errato).

Al destinatario si consiglia di registrare tramite l’apposita procedura una destinazione (PEC o codice destinatario) preferita per la consegna.

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Un nuovo brand nella nostra famiglia: SL HOSTING

Servizi Internet annuncia ufficialmente l’acquisizione dell’attività e dei servizi erogati a marchio SL Hosting.
La cessione da parte della Maranello Web di Luca Serri è effettiva da oggi 21/12/2018.

Un’annata piena di novità e attività frenetica, che si conclude proprio alla vigilia di Natale con una nuova acquisizione nel settore dell’hosting, dei domini e della posta. La SL HOSTING, piccolo provider modenese, diventa oggi un nuovo tassello della struttura composita di Servizi Internet.

Eccoci di nuovo impegnati, dopo la recente acquisizione dei servizi Fastnom, ad accogliere nuovi clienti e a prestare loro, come sempre, la nostra massima attenzione.

Lavoreremo freneticamente in questi giorni per dare loro il minimo disagio possibile, visto gli aspetti amministrativi renderanno necessarie alcune operazioni di “passaggio”, anche in vista della prossima scadenza della fatturazione elettronica.

Dal punto di vista tecnico, i servizi non subiranno per il momento alcuna modifica e continueranno ad essere erogati nelle medesime condizioni e modalità del passato. In futuro, appoggiandoci alla nostra infrastruttura tecnica, potremo solo che migliorare i servizi, inserendoli in una visione di protezione, sicurezza e qualità di cui tutti potranno beneficiare.

Per qualsiasi informazione, problema tecnico, richiesta di assistenza, non mutano i riferimenti e i recapiti:

Informazioni: info@slhosting.it



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Dominio e Marchio: qual è l’uovo e quale la gallina?

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Nel trattare le questioni di tutela dei nomi o Brand Protection è ben importante conoscere la relazione tra i nomi a dominio di cui quotidianamente ci occupiamo nel mondo di internet, ed i Marchi d’impresa nell’accezione classica.

Nella loro capacità identificativa di un prodotto, di un’azienda, di un’insegna commerciale, la registrazione del dominio e la registrazione del marchio sono legati a doppio filo e da considerare attentamente quando ci si accinge al lancio di un prodotto o alla registrazione di un nome a dominio. Leggi tutto

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